Teoria Deriva Continenti

Prima dell´enunciazione della teoria della tettonica a zolle la mobilità, almeno parziale, della crosta terrestre era stata sostenuta da Alfred Wegener, cui si deve la teoria della deriva dei continenti.

La   teoria cromosomica della ereditarietà; genotipo e   fenotipo.

La Pangea è solo l’ultimo di una serie di supercontinenti che si sono formati e scissi durante i miliardi di anni in cui questa danza delle placche si è svolta sul nostro pianeta.

Wegener portò numerose osservazioni e prove tratte tra l'altro anche dalla geodesia, geofisica e biologia e a buon diritto ha dato il nome a questa teoria che però fu messa in discussione intorno agli anni 50 poiché le forze che Wegener aveva indicato quali causa della deriva, erano obbiettivamente insufficienti.

Studiando i climi del passato comprese che le grandi modificazioni dei climi della preistoria non si sarebbero spiegate se i continenti avessero avuto anche allora la posizione attuale.

Alfred Wegener (1880-1930), il quale immaginò che anticamente tutti i continenti dovevano trovarsi riuniti, per separarsi poi sotto la spinta delle forze generate all'interno della Terra. Alfred Wegener, che per primo, nel 1912, formulò l’ipotesi della deriva dei continenti. Carlo Doglioni, ordinario di Geodinamica all’Università Sapienza di Roma, ripercorre l’affascinante storia dei continenti e delle teorie via via formulate per spiegare la loro attuale conformazione. L'idea che i continenti, in particolare il Sud America e l'Africa si potessero fare coincidere a formare un unico continente, era già stata fatta presente nel 1858 da Antonio Pellegrini ma senza nessuna base scientifica se non il fatto che le coste di queste due placche potevano coincidere in modo quasi perfetto.

La deriva dei continenti agì allora, lo fece ancor prima ed è in atto ancora adesso.

Fu questa sovrapponibilità a dare ad Alfred Wegener nei primi anni del ventesimo secolo l’idea per lo sviluppo della teoria della “deriva dei continenti”. Coriolis, o l'attrazione della Luna e del Sole causassero la deriva verso Est e Ovest. Con la distanza, la lava diventa fredda, più densa e pesante di quella vicina alla dorsale, anche perché sopra di essa si accumulano i sedimenti che sono sempre più abbondanti andando verso i continenti.

Wegener pensò che questi due continenti un tempo fossero stati uniti.

Comprende anche le isole che sorgono sulla cosiddetta piattaforma continentale, orlo sommerso dei continenti fino a 200 m di profondità, oltre il quale il fondo oceanico si abbassa, di solito bruscamente, nella scarpata continentale.

Insigne matematico, i suoi contributi più significativi riguardano la teoria del potenziale, le funzioni armoniche e quelle biarmoniche, l'equilibrio delle membrane e delle piastre elastiche piane. LA STORIA DEI CONTINENTI Qual è l’origine delle montagne? Nel corso dei suoi 4,5 miliardi di anni di esistenza, la Terra ha subito profonde trasformazioni che sono tuttora in corso e ne fanno un pianeta vivo e per certi versi ancora misterioso. Italiano deriva anche da rocce del periodo posteriore, Oligocene-Miocene, ma in questo caso si verifica spesso che  molto del petrolio che si trova oggi in questi sedimenti recenti vi sia migrato da sedimenti molto più antichi.

Quando una placca continentale arriva in una zona di subduzione (c), cerca anch’essa di immergersi volendo seguire la crosta oceanica, ma la sua minore densità la costringe a galleggiare e i continenti, accalcandosi su se stessi (d), formano quei corrugamenti che chiamiamo montagne, ad esempio la catena delle Ande.

Groenlandia, mentre era alla ricerca di ulteriori conferme geologiche a sostegno della tesi della deriva dei continenti.

In seguito la Pangea si sarebbe fratturata in più blocchi che si allontanarono come pezzi di legno alla deriva.

Sessanta, nella teoria della tettonica a placche che ha rivoluzionato le scienze della Terra in modo analogo a quanto era avvenuto poco prima con la scoperta del codice genetico del Dna in biologia. Holmes (1931) che si è ipotizzato che le forze che pilotavano la deriva fossero da ricercarsi all'interno della Terra e ipotizzò che delle correnti convettive all'interno del mantello, originate dal decadimento radioattivo, fossero responsabili appunto di questa deriva.

Alfred Wegener il merito di presentare l'idea della deriva dei continenti (1915) accompagnata da una serie di prove ed osservazioni; ipotizzò che un tempo fosse esistito un suprecontinente, che chiamò Pangea, e questo circa 200 milioni di anni fa avesse iniziato a frammentarsi in pezzi più piccoli che sono andati alla "deriva" verso le posizioni attuali.

Secondo la teoria della tettonica a placche, il guscio esterno della Terra, rigido e dello spessore di circa 100 chilometri (la litosfera), non è unitario, ma frammentato in una decina di placche principali, più un certo numero di placche minori, che si muovono l'una rispetto all'altra, galleggiando sopra uno strato meno rigido e più viscoso (l'astenosfera).

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